Organ Music

L’organo ha sempre fatto parte di me. E’ stato un incontro folgorante fin da bambino.

Il suo suono è quello a cui non posso fare a meno. E’ un concentrato di ricerca e tutto sembra ruotare energicamente attorno a quei suoni. E’ l’unico strumento che riesce ad entrare nel profondo dell’animo umano con una capacità di coinvolgimento emotivo e corporale senza pari.

E’ completezza, ricchezza e architettura.

L’organo è parte di me anche quando sta in silenzio, ed io mi nutro di lui come fosse il seme di ogni arte e ogni scienza, percependone con facilità il suo mistero e il suo essere sconfinato.

L’organo è emozione incontenibile, perché mi fa lasciar dietro il quotidiano e mette al centro la dinamica della follia.

Attraverso la follia cadono le sovrastrutture e ci si abbandona alle proprie pulsioni, ricche d’infinito.

La Musica allora diventa un viaggio psicologico, è un accadimento sonoro istantaneo, dove i veri silenzi, quelli totali, sono la narrazione di una differenza difficile da decifrare.

E’ ribellione dal quotidiano, E’ caos che in un istante compie una metamorfosi, diventando equilibrio formale che spiana la strada verso un mondo di sequenze irreali dove i sentimenti si adagiano e si propagano in un eco psicoacustico esplosivo, fulmineo e inquietante.

E’ questo stato semicosciente generato dai suoni che ci consente di scavare nel fondo della propria solitudine, dovre regna l’essenza che profuma di eterno. Anche questa è musica sacra, perché tocca nel cuore e si sparge come incenso tra le volte incomprensibili della vita, descrivendola anche nelle sue sfaccettature più drammatiche.

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 © 2020 by Filippo Sorcinelli - filippo@filipposorcinelli.com

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